808 217. Mentre i frati versavano amarissime
lacrime e si lamentavano desolati, si fece portare del pane,
lo benedisse, lo spezzò e ne diede da mangiare un pezzetto
a ciascuno. Volle anche il libro dei Vangeli e chiese che
gli leggessero il Vangelo secondo Giovanni, dal brano che
inizia: Prima della festa di Pasqua ecc. Si ricordava in quel
momento della santissima cena, che il Signore aveva celebrato
con i suoi discepoli per l'ultima volta, e fece tutto questo
appunto a veneranda memoria di quella cena e per mostrare
quanta tenerezza di amore portasse ai frati.
809 Trascorse i pochi giorni che gli rimasero in
un inno di lode, invitando i suoi compagni dilettissimi a
lodare con lui Cristo. Egli poi, come gli fu possibile, proruppe
in questo salmo: Con la mia voce ho gridato al Signore, con
la mia voce ho chiesto soccorso al Signore. Invitava pure
tutte le creature alla lode di Dio, e con certi versi, che
aveva composto un tempo, le esortava all'amore divino. Perfino
la morte, a tutti terribile e odiosa, esortava alla lode,
e andandole incontro lieto, la invitava ad essere suo ospite:
«Ben venga, mia sorella morte!».
810 Si rivolse poi al medico: «Coraggio, frate
medico, dimmi pure che la morte è imminente: per me
sarà la porta della vita!». E ai frati: «Quando
mi vedrete ridotto all'estremo, deponetemi nudo sulla terra
come mi avete visto ieri l'altro, e dopo che sarò morto,
lasciatemi giacere così per il tempo necessario a percorrere
comodamente un miglio».
Giunse infine la sua ora, ed essendosi compiuti in lui tutti
i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio.
UN FRATE VEDE L'ANIMA DEL SANTO NEL SUO TRANSITO
811 217a. Un frate suo discepolo, assai rinomato,
vide l'anima del padre santissimo salire direttamente al cielo.
Era come una stella, ma con la grandezza della luna e lo splendore
del sole, e sorvolava la distesa delle acque trasportata in
alto da una nuvoletta candida.
812 Si radunò allora una grande quantità
di gente, che lodava e glorificava il nome del Signore. Accorse
in massa tutta la città di Assisi e si affrettarono
pure dalla zona adiacente per vedere le meraviglie, che il
Signore aveva manifestato nel suo servo. I figli intanto effondevano
in lacrime e sospiri il pio affetto del cuore, addolorati
per essere rimasti orfani di tanto padre.
Ma la singolarità del miracolo mutò il pianto
in giubilo e il lutto in esplosione di gioia. Vedevano distintamente
il corpo del beato padre ornato delle stimmate di Cristo e
precisamente nel centro delle mani e dei piedi, non i fori
dei chiodi, ma i chiodi stessi formati dalla sua carne, anzi
cresciuti con la carne medesima, che mantenevano il colore
oscuro proprio del ferro, e il costato destro arrossato di
sangue. La sua carne, prima oscura di natura, risplendendo
di un intenso candore, preannunziava il premio della beata
risurrezione. Infine, le sue membra divennero flessibili e
molli, non rigide come avviene nei morti, ma rese simili a
quelle di un fanciullo.